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January 06 Non nobis domineDa Enrico V (di cui la parte più bella secondo me è nell'intervento precedente) il Non nobis domine alla fine della battaglia.
January 05 ENRICO V !!!!!Il discorso di Enrico V prima della battaglia di Agincourt dall'opera di Shakespeare nel film di Kenneth Branagh (che adoro.... il film.... bè anche lui è molto bravo)....
Video (che ho messo su Youtube) http://www.youtube.com/watch?v=dDZVxbrW7Ow e a seguire testo integrale in inglese e testo (del film) in italiano....
Westmoreland O that we now had here King Henry V What's he that wishes so? Re-enter Salisbury Salisbury My sovereign lord, bestow yourself with speed: King Henry V All things are ready, if our minds be so. Westmoreland Perish the man whose mind is backward now! King Henry V Thou dost not wish more help from England, coz? Westmoreland God's will! my liege, would you and I alone, ---------
L’esercito inglese, composto da solo 12.000 soldati stanchi e affamati, si prepara ad affrontare i francesi, che dispongono di oltre 60.000 soldati tutti freschi e in forze
Cugino: <<Oh se avessimo qui con noi almeno 10.000 di quegli inglesi che in patria oggi se ne stanno sfaccendati!>>
Enrico V: <<Chi è mai che desidera questo? Mio cugino Westmoreland? No mio caro cugino, se è destino che si muoia, siamo già in numero più che sufficiente, e se viviamo meno siamo e più grande sarà la nostra parte di gloria. In nome di Dio ti prego non desiderare un solo uomo di più; anzi, fai pure proclamare a tutto l’esercito, che chi non si sente l’animo di battersi oggi, se ne vada a casa, gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio: non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte. Oggi è la festa dei santi Crispino e Crispiano. Colui che sopravviverà quest’oggi e tornerà a casa si leverà sulle punte sentendo nominare questo giorno, e si farà più alto al nome di Crispiano. Chi vivrà questa giornata e arriverà alla vecchiaia ogni anno alla vigilia festeggerà dicendo: “Domani è San Crispino.” Poi farà vedere a tutti le sue cicatrici e dirà: “Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”. Da vecchi si dimentica, e come gli altri egli dimenticherà tutto il resto ma ricorderà con grande fierezza le gesta di quel giorno, allora i nostri nomi, a lui familiari come parole domestiche: Enrico il Re, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester, saranno nei suoi brindisi rammentati e rivivranno. Questa storia, ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati. Noi pochi, noi felici pochi, noi manipolo di fratelli. poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità, sentendo parlare chi ha combattuto con noi in questo giorno di San Crispino!>>
Acclamazioni
Soldato: <<Mio Sovrano Signore, apprestatevi alla battaglia, i francesi son già schierati in campo e tra poco muoveranno all’assalto contro di noi!>>
Enrico V: <<Ogni preparativo è fatto se il cuore è pronto a battersi!>>
Cugino: <<Perisca colui che non è pronto a battersi!>>
Enrico V:<<Non vuoi più rinforzi dall’Inghilterra cugino?>>
Cugino: <<Per Dio, mio Signore, potessimo voi e io soli combattere questa regale battaglia!>>
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